Un dentifricio «sbiancante» da supermercato costa tra 2 e 5 € il tubetto da 75 ml, un dentifricio ÉclatDent 9,99 € i 100 g. Prima di concludere sul prezzo, bisogna confrontare ciò che conta davvero per lo smalto e per il risultato: la dose di fluoro, l’abrasività e il costo a spazzolata. Questo confronto è fattuale e non prende di mira alcun marchio: la maggior parte dei dentifrici da supermercato sono buoni prodotti.
Criterio 1: il fluoro
È l’unico ingrediente la cui efficacia contro la carie è un consenso (HAS). La dose adulta di riferimento è 1450 ppm, appena sotto il tetto regolamentare di 1500 ppm per la vendita libera. La maggior parte dei dentifrici sbiancanti da supermercato è dosata tra 1000 e 1450 ppm; alcuni, a vocazione «naturale», non ne contengono. Da ÉclatDent, le otto formule sono a 1450 ppm, senza eccezioni.
Criterio 2: l’abrasività (RDA)
L’indice RDA misura l’usura inflitta alla dentina; la norma ISO 11609 la limita a 250. I dentifrici «sbiancanti» sono spesso tra i più abrasivi dello scaffale (valori frequentemente tra 100 e 200 nelle tabelle pubblicate), perché la lucidatura è la loro unica leva. L’RDA non è quasi mai stampato sul tubetto. ÉclatDent seleziona formule sotto 70 e pubblica il suo metodo; i valori per prodotto sono richiesti al produttore e mostrati nella «Scheda in breve» appena ricevuti.
Criterio 3: il prezzo a spazzolata
| Dentifricio sbiancante da supermercato (ordine di grandezza) | Dentifricio ÉclatDent | |
|---|---|---|
| Prezzo del tubetto | 2-5 € | 9,99 € |
| Contenuto | 75 ml (circa 100 g) | 100 g |
| Spazzolate per tubetto | circa 50-60 | circa 60 |
| Prezzo a spazzolata | circa 0,04-0,08 € | circa 0,17 € (0,15 € in abbonamento, 0,09 € nel Pack Collezione Completa) |
| Fluoro | 0-1450 ppm secondo il prodotto | 1450 ppm sulle 8 formule |
| RDA | Raramente pubblicato; spesso alto per gli «sbiancanti» | Selezione sotto 70, metodo pubblicato |
| Perossido | A volte, limitato allo 0,1 % (senza effetto reale sulla tonalità) | Nessuno |
| Formula | «Sbiancante» generico | Mirata: caffè/tè, tabacco, alito, sensibilità, luminosità |
Cosa nessuno dei due fa
Nessun dentifricio sbianca la tonalità naturale del dente, che costi 2 € o 9,99 €: rimuove le macchie superficiali. Il perossido da banco è limitato allo 0,1 % in Europa, una concentrazione senza effetto reale sulla tonalità di fondo. Solo uno sbiancamento seguito da un dentista la modifica.
Leggere un tubetto da supermercato in trenta secondi
Girate il tubetto: tutto ciò che conta sta in tre righe dell’elenco INCI. Prima il fluoro: «Sodium Fluoride» o «Sodium Monofluorophosphate», con il dosaggio in ppm accanto, spesso in caratteri minuscoli; lo 0,32 % di fluoruro di sodio corrisponde a circa 1450 ppm, e così l’1,1 % di monofluorofosfato di sodio. Senza quella riga, il dentifricio non protegge dalla carie, qualunque sia il prezzo. Poi l’abrasivo: «Hydrated Silica» è la norma, «Calcium Carbonate» o «Alumina» segnalano spesso una formula più dura. Infine il perossido: l’«Hydrogen Peroxide» in libera vendita è limitato allo 0,1 % in Europa, una dose senza effetto sulla tonalità di fondo; la sua presenza è marketing. Per capire che cosa cambia davvero il dosaggio, leggete a che cosa serve il fluoro a 1450 ppm.
Ciò che il tubetto non dirà è il suo RDA. Nessun obbligo impone di stamparlo, e gli «sbiancanti» da supermercato figurano spesso tra i più abrasivi delle tabelle pubblicate. È la ragione d’essere della nostra guida all’indice RDA: 19 riferimenti, ciascuno con la sua fonte, comprese le marche che non pubblicano il loro valore.
Il caso delle macchie mirate: dove il generico raggiunge il suo limite
Uno «sbiancante» generico tratta tutte le macchie allo stesso modo, per lucidatura. Ma caffè e tè depositano tannini, la nicotina catrami appiccicosi, il vino pigmenti acidi: la stessa silice fa un lavoro onesto sui primi, più lento sugli altri. È qui che la formula mirata si giustifica — l’Anti-Taches Café per chi beve caffè e tè, l’Anti-Taches Tabac per la nicotina — con la stessa base: fluoro a 1450 ppm, RDA sotto 70, senza perossido.
Resta il prezzo. A 9,99 € il tubetto, lo spazzolamento costa circa 0,17 €; in abbonamento 0,15 €; con il Pack Collezione Completa 0,09 €, cioè l’ordine di grandezza dello scaffale. Abbiamo fatto il calcolo completo abbonamento o acquisto al tubetto in un articolo dedicato. E se esitate ancora tra due formule, la guida «Quale dentifricio scegliere?» pone tre domande e decide in due minuti.
Allora, cosa cambia per 0,10 € in più a spazzolata?
- Una formula scelta per la vostra causa (caffè e tè, nicotina, alito, gengive sensibili) invece di uno «sbiancante» generico.
- Una base dichiarata: 1450 ppm, RDA indicato sotto 70 (dati del fornitore, il nostro criterio di ingresso a catalogo), senza perossido, senza parabeni, senza zucchero — e una scheda che lascia la riga vuota piuttosto che inventare un valore.
- Un negozio che risponde entro 24 ore lavorative, spedisce dalla Francia e riprende un prodotto non aperto entro 30 giorni.
Se il vostro dentifricio da supermercato è a 1450 ppm, poco abrasivo e vi soddisfa, tenetelo: è un buon prodotto. Se cercate una risposta a una macchia precisa, con numeri verificabili, è lì che ÉclatDent si giustifica. La guida «Quale dentifricio scegliere?» vi aiuta a decidere in due minuti.
Colgate, Sensodyne, elmex, Signal, Email Diamant: cosa si sa della loro abrasività
Per alcune marche esistono valori RDA tracciabili, e raccontano tutti la stessa storia. Dal lato dei produttori: CP GABA comunica circa 27 per meridol e 30 per elmex Sensitive, Haleon da 34 a 37 per Sensodyne Pronamel. Dal lato delle misure accademiche (prodotti nordamericani, metodo Hefferren, 1995-2008): Colgate classico intorno a 68, Colgate Total intorno a 70, Sensodyne classico intorno a 80; poi, nelle stesse marche, le versioni «sbiancanti»: Sensodyne Extra Whitening intorno a 104, Aquafresh Whitening 113, Colgate Whitening 124, e fino a 200 per un Colgate sbiancante + antitartaro. La lezione non prende di mira alcuna marca: all’interno di una stessa gamma, la versione sbiancante è spesso quasi due volte più abrasiva di quella classica. Queste misure descrivono le formule della loro epoca; le fonti, riga per riga, sono nella nostra tabella RDA.
Per altre marche molto presenti sugli scaffali francesi — Signal, Email Diamant, Oral-B, Parodontax, Fluocaril, Vademecum, Sanogyl — non abbiamo trovato alcun valore tracciabile per la maggior parte delle referenze, né una pubblicazione del produttore né una misura con fonte. Questo non significa che quei dentifrici siano abrasivi; significa che chi compra non può verificarlo. Restano tre abitudini possibili: leggere l’abrasivo nella lista degli ingredienti (la silice idrata permette formule delicate come abrasive, il carbonato di calcio tende a far salire l’indice), preferire per l’uso quotidiano le referenze con RDA pubblicato, e chiedere il valore al servizio consumatori: alcuni produttori lo comunicano su richiesta.
Le vostre domande su ÉclatDent e i dentifrici da supermercato
Un dentifricio sbiancante da 2 € è meno efficace di uno da 9,99 €?
Non necessariamente. Se contiene fluoro a 1450 ppm, è poco abrasivo e si adatta alla vostra causa, fa il suo lavoro. La differenza sta nella trasparenza (RDA pubblicato) e nella formula mirata (caffè, tabacco, sensibilità), non nel prezzo in sé.
Come capire se il mio dentifricio da supermercato è troppo abrasivo?
L’RDA non è quasi mai stampato. Cercate la marca in una tabella con fonti come la nostra guida all’indice RDA; altrimenti diffidate delle diciture «bianco intenso» o «lucidante» associate al carbonato di calcio, e fate attenzione a ogni sensibilità al freddo che compare.
I dentifrici ÉclatDent contengono perossido?
No. Nessuna delle otto formule ne contiene. In Europa il perossido in libera vendita è limitato allo 0,1 %, una concentrazione senza effetto reale sulla tonalità di fondo: le formule puntano sulla lucidatura delicata e sul fluoro a 1450 ppm.